Terapia ad onde d’urto

Le terapie non chirurgiche attuali della DE consistono principalmente nei farmaci orali (inibitori delle fosfodiesterasi di tipo 5 e/o nell’iniezione nei corpi cavernosi del pene di vasodilatatori: sono molto efficaci e ragionevolmente sicure, con rari effetti collaterali indesiderati. Tutte condividono alcuni inconvenienti maggiori: essi non modificano la fisiopatologia del meccanismo erettivo, devono essere assunte generalmente a richiesta , prima dell’interazione sessuale, ed il loro effetto è limitato nel tempo. Sono una terapia sintomatica e comportano, a volte, effetti collaterali spiacevoli e, conseguentemente, una scarsa aderenza alla terapia. Queste limitazioni sono esaltate dal fatto che la terapia è diretta verso una funzione biologica strettamente connessa alla sfera del piacere piuttosto che ad una malattia che metta in pericolo la vita. Malgrado la loro somministrazione giornaliera (invece che a richiesta), risolva alcuni di questi problemi, tuttavia non modifica la fisiopatologia del processo erettivo. Inoltre è molto limitata l’evidenza che il loro effetto sul tessuto erettile sia di lunga durata.                                                                 Attualmente solo a pochi maschi con DE può essere offerta una terapia che sia in grado di rigenerare la funzione erettiva spontanea. Ciò può accadere solo per coloro che possono beneficiare della modificazione degli stili di vita o di protocolli farmacologici, per chi può essere curato per importanti disordini ormonali o per coloro la cui disfunzione a genesi vascolare può trarre beneficio dalla chirurgia microvascolare. La maggioranza dei pazienti con DE deve confidare sulla propria terapia per mantenere la funzione sessuale.

Gli studi sino ad ora eseguiti hanno dimostrato che le onde d’urto a bassa intensità (LISW) possono aiutare i maschi con disfunzione erettile che rispondono ai farmaci orali. Il trattamento, che viene applicato direttamente al tessuto dei corpi cavernosi del pene, esercita un reale effetto fisiologico sul meccanismo dell’erezione. Inoltre la terapia con onde d’urto a bassa intensità può aiutare anche i maschi che soffrono  di disfunzione erettile talmente grave da non consentire la risposta alla terapia con I farmaci orali .

E’ un obiettivo medico irraggiungibile, con i farmaci di cui disponiamo, fornire ai pazienti con DE una terapia che sia riabilitativa o persino guaritiva e che consenta loro di riottenere un’attività sessuale spontanea con una normale intimità e senza eventi avversi.  I dati ottenuti da molti studi hanno accumulato prove evidenti che questo obiettivo può essere ottenuto con la terapia con onde d’urto a bassa intensità (LISW)

L’attrazione potenziale della terapia ad onde d’urto consta nel fatto che, a differenza delle terapie attualmente utilizzate, che sono solo sintomatiche, palliative ed utilizzate a richiesta, le LISW mirano a ripristinare il meccanismo erettivo ed a guarire la disfunzione erettile consentendo di avere erezioni naturali e spontanee.

La terapia permette potenzialmente di tornare ad una condizione di normalità, dove non vi è bisogno di usare  farmaci. Nel caso che si debbano ancora usare i farmaci probabilmente si otterrà da essi un risultato migliore.

Inoltre la LISW può servire a quei pazienti che presentano controindicazioni all’uso dei PDE5-i orali  o dei farmaci iniettivi che resterebbero senza alcuna possibilità terapeutica non chirurgica.

“Un settore finora inesplorato che presenta prospettive di utilizzo molto interessanti è quello dei pazienti “a rischio” per età, stili di vita, sovrappeso, sedentarietà, fumo, presenza di ipertensione, dislipidemia o diabete che iniziano a presentare qualche lieve segno premonitore della disfunzione erettile: erezioni più difficoltose da ottenere o da mantenere, (ma pur sempre sufficienti), necessità di maggiori stimoli eccitatori per ottenere l’erezione, minore rigidità in erezione. Si tratta di soggetti che non hanno ancora bisogno di terapia ma che, verosimilmente, svilupperanno nel tempo la disfunzione erettile. Verosimilmente il trattamento con onde d’urto potrebbe avere in questi pazienti un ruolo “preventivo”, riportando a condizioni ottimali la vascolarizzazione dei loro corpi cavernosi.”